Sostegno psicologico
Il sostegno psicologico è un'attività che lo psicologo utilizza per supportare la persona e alleviare i disagi di natura psicologica. Si tratta di un intervento di spiegazione e chiarificazione riguardo i sintomi, le dinamiche, le peculiarità delle problematiche psichiche, facendo in modo che l'individuo sia agevolato nella riorganizzazione mentale e nell'individuazione di risorse e strategie adeguate.
Un evento trasformativo importante della propria esistenza (un cambiamento occupazionale, la convivenza o il matrimonio, le normali crisi di crescita, l'arrivo di un figlio, affrontare una malattia, un lutto, ecc.) può essere difficile da elaborare e da superare. In tal caso il sostegno psicologico può rappresentare un aiuto positivo, capace di sostenere la persona nel momento di disagio fino alla sua attenuazione o scomparsa.
Il sostegno psicologico può prendere anche la forma di una spiegazione pragmatica sulle problematiche psicologiche che consenta di fare luce su quali sono le modalità adattive della persona nei confronti di un disagio interno; tali modalità sono definite di "coping" (dall'inglese "to cope", far fronte a).
Non è infrequente infatti che il mantenimento di un disagio di natura psicologica derivi dalla scarsa conoscenza delle nostre modalità di coping, di reazione al disagio. Queste modalità disadattive sono in realtà quelle che producono dei circoli viziosi di comportamento, il cui effetto è quello di radicare la permanenza del problema, aumentando ogni giorno che passa il disagio della persona e impedendo un utilizzo produttivo e sereno delle proprie energie.
L'intervento di sostegno può essere esteso anche ai familiari, al coniuge o agli amici del paziente.
Per esempio, facendo sostegno ai familiari di una persona a cui è stato diagnosticato un disturbo bipolare (in cui si alternano fasi di depressione a fasi di esaltazione maniacale) si può spiegare loro il perché delle cicliche variazioni di comportamento del familiare, orientandoli a favorire il processo di guarigione, aiutandoli a tollerare le reazioni del familiare in terapia e ristrutturando le loro aspettative sul comportamento di quest'ultimo (ad esempio, quand'è in fase maniacale probabilmente è più incline a fare molte cose ma con scarsa attenzione e precisione, oppure quand'è in fase depressiva tende ad occuparsi delle faccende quotidiane con poco interesse, con un umore irritabile e poca capacità di concentrarsi)
ALCUNE PRECISAZIONI
Pur trattando aree coperte dalla psicoterapia, l'attività di sostegno non si sovrappone ad essa in quanto l'obiettivo non è la ristrutturazione della personalità, quanto piuttosto il fornire una base chiarificatrice su quali siano le modalità di coping e su quali siano le risorse della persona.
A seconda delle risorse che la persona possiede e della gravità della problematica, può essere necessario affiancare al sostegno psicologico un percorso psicoterapeutico.
La valutazione in merito all'opportunità di farlo può essere realizzata dallo psicologo (anche non psicoterapeuta), in quanto abilitato per legge all'attività di diagnosi psicologica, mentre la presa in carico del paziente (in questo caso si parla già di paziente e non solo di utente) può essere fatta solo ed esclusivamente da uno psicoterapeuta abilitato (psicologo o medico che abbia conseguito un'abilitazione in seguito ad un percorso formativo riconosciuto dallo Stato per almeno 5 anni).